lunedì 14 luglio 2014

Crêpes senza latte e uova


Crêpes vegan

Io credo nel comfort food. Nel cibo come conforto, come nutrimento non solo per il corpo, ma anche per l’anima, come panacea per tanti drammi interiori e come integratore di sorrisi. Così come ho piena fiducia nella consolazione che si trova nell’abbraccio delle persone che ci amano, allo stesso modo ne ho per alcuni sapori e profumi, che in poco tempo riescono se non proprio a renderci felici, quantomeno a rischiarare un po’ quel grigio che ci sentiamo dentro.
Potere delle endorfine, direbbero i biologi; potere dell’amore, dico io. Il cibo, quello buono, ha una rilevanza così importante nella mia vita da potere ammettere senza alcuna esitazione che fra me e lui vi è una vera e propria storia d’amore; e come gli amanti più fedeli, se corro indietro con la memoria ai momenti più importanti che ho vissuto, lui c’è sempre stato. Non in maniera protagonista e ossessiva, sempre in seconda linea, come la cornice perfetta per rifinire gli attimi più importanti.
Gli abbondanti pranzi in famiglia, i gelati mangiati in centro con le amiche, la pizza coi compagni di scuola, il primo piatto di spaghetti cucinato a Daniele (NdA: che avremmo potuto tranquillamente incollare al muro...), la piadina mangiata in estate sul lungomare, le fette di cocomero gustate di sera al baldacchino sui colli riminesi, il minestrone caldo quando tornavo a casa d’inverno, le vigilie di Natale col cibo da asporto che ci faceva sentire indipendenti, la zebrata di mia mamma fatta con dodici (dodici!) uova, i ghiaccioli mangiati sul terrazzo nelle estati bollenti, le tavolette intere di cioccolato che davanti a Grey’s Anatomy finivano in un attimo, la pasta al forno a ricordarmi che è domenica, la prima volta che ho assaggiato una granita siciliana e mi sono domandata cosa mai avessi  gustato prima, il primo piatto di pasta cucinato nella nostra nuova vita insieme (pizzoccheri con patate e verza, se ve lo state domandando), le caramelle gommose mangiate al cinema -ognuno ha i suoi demoni interiori-... e le crêpes.
Le crêpes nella mia memoria segnano come un rito di passaggio, quando tutto d’un tratto da bambina mi sono sentita grande. E’ stato nel periodo intorno ai 12 anni quello in cui ho iniziato ad uscire in centro da sola con le amiche e la crêpe era diventata la merenda abitudinaria di quei pomeriggi così sbarazzini, quando gli unici sogni erano andare a Londra e avere ai piedi un paio di Converse (erano gli anni in cui non erano ancora tornate di moda e nei negozi non si trovavano). Con la nutella, il più delle volte, ma anche con la marmellata, o guarnita con nocciole e cocco e addirittura una volta con il Grand Marnier. Ecco, se io penso alle crêpes mi vengono in mente quei pomeriggi lì, e non posso fare altro che sorridere ripensando a quella bambinetta che voleva tanto essere grande e avere una vita tutta sua. Ora che grande lo sono davvero e che ho addirittura una vita tutta mia, vorrei soltanto tornare indietro e dirle di essere serena più che può, perché certi attimi non ritornano e possiamo solo riviverli nei ricordi con un pizzico di nostalgia.
Qualche giorno fa mi è tornato in mente tutto questo e ho sentito il bisogno impellente di mangiare una crêpe, fatta in maniera diversa adesso, ma vi giuro che è stata buona uguale. E il cibo per l’ennesima volta è stato conforto, ricordo e condivisione... ed è per questo che sono quasi certa che la nostra storia d’amore andrà avanti tutta la vita.

N.B. Un grazie speciale al mio modello, compagno di merende e avventure, che condivide con me l’amore per le cose semplici, come il buon cibo, e tanto altro ancora. Grazie, perché oggi queste crêpes senza di te avrebbero avuto un sapore diverso e tutta la mia vita sarebbe meno dolce.

Ingredienti per 2 crêpes (padella da 26 cm di diametro):
70 gr farina 0
1 cucchiaio zucchero di canna chiaro
un pizzico curcuma (facoltativo, serve solo a dare colore)
1 cucchiaino estratto di vaniglia
1 cucchiaio di olio di riso (o di semi, purché delicato)
250 ml latte di soia
confettura, frutta fresca e zucchero a velo per guarnire

Procedimento:
In una ciotola setacciamo la farina e la curcuma, aggiungiamo lo zucchero e mescoliamo. In un boccale uniamo il latte di soia, l’olio e l’estratto di vaniglia.
Versiamo un po’ alla volta gli ingredienti liquidi in quelli secchi e mescoliamo sempre con una frusta, in modo da non creare grumi. Dobbiamo ottenere una pastella piuttosto liquida e perfettamente uniforme.
Ungiamo bene una padella antiaderente e posizioniamola su fuoco medio, facciamola scaldare e quando è bollente versiamovi un mestolo di pastella. Roteiamo velocemente la padella in maniera circolare, di modo che l’impasto si depositi in maniera omogenea su tutta la superficie.
Facciamo cuocere per 3-4 minuti, poi con l’aiuto di una spatola stacchiamola lungo i bordi e rovesciamola per farla cuocere dall’altro lato: data l’assenza di uova e cercando comunque di fare crêpes molto sottili, il rischio rottura è abbastanza alto, io perciò preferisco capovolgerla su un piatto e poi rimetterla in padella (come si fa la frittata); voi fate come vi trovate meglio.
Continuiamo la cottura per altri 2 minuti e proseguiamo con l’altra dose di pastella.
Farciamo con confettura di frutti di bosco, more, lamponi, ribes e una spolverata di zucchero a velo.
Serviamole calde.

Un abbraccio e a presto.

20 commenti:

  1. Ma cosa vi è preso a tutte oggi?! Tra le tue parole e quelle di Francesca non so cosa dire ... avete intenzione di farmi piangere dall'emozione, dalla gioia, dal dolore e da tutto questo messo assime?!
    Con un sorriso dolce, per tutto questo Amore, che ruota intorno ti auguro mille crepes come questa ...
    Buona giornata e buona settimana

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  2. Questo post l'ho adorato, anzi, l'ho mangiato..;)
    Ecco, credo anch'io nel cibo come amico. Anche se in questo momento mi sto trovando bene a mangiare quasi esclusivamente frutta non credo che sia una cosa definitiva, ma in ogni caso ho comunque rimpiazzato il comfort food di prima con altro più naturale, non penso di esser riuscita a farne a meno.
    Anch'io sono profondamente legata a cibi che hanno avuto un ruolo significante nella mia infanzia e adolescenza, che hanno costituito delle tappe, e se tu non puoi vantarti delle caramelle gommose, anch'io ho certo esperienze non edificanti nella mia storia alla scoperta del cibo vero.. ma ti dico che, per quanto non facessero bene al corpo, in quel momento facevano bene all'anima, davvero, perchè forse eri anche troppo spensierato e felice per interrogarti che cosa stessi buttando giù :)
    Non son mai stata grande mangiatrice di crèpe, anzi, i miei ricordi riguardo le crèpe possono risalire a quest'anno, quando ha aperta a Firenze la crèperia vegana...;D ho provato a farle ma purtroppo non ho la padella adatta e vengono sempre troppo spesse. Le tue sono meravigliose, non si scorge alcuna differenza tra quella "con" e quella "senza"..:)
    Un grande abbraccio Katy

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    1. Hai proprio ragione Lucre, facevano bene all’anima :-)
      Sulla padella, come ti dicevo su FB, non ne occorre nessuna particolare. Anche io ne ho usata una normalissima coi bordi alti, basta che sia perfettamente antiaderente.
      Un abbraccione ;-)

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  3. Il cibo esercita su tutti un'attrazione fatale cui non si può resistere...proprio come è impossibile non trasecolare di fronte alla perfezione delle tue amate crepes. Leggere il tuo post suscita gli stessi ricordi e lo stesso flusso di pensieri che suscitò per la prima volta Proust nel racconto della sua madeleine. Anch'io ho un rapporto profondo e , non lo nego, burrascoso con ciò che mi nutre. Il cibo , sano e virtuoso o unto e peccaminoso che sia, è firma costante della mia vita. spesso ne è il protagonista indiscusso. E' stao anche il mio spauracchio da ragazzina, l'Uomo Nero che spaventava e da cui mi allontanavo, stumento (errato) di controllo e di resistenza, di ribellione . Ora la curo e con esso mi curo; ne sfrutto le proprietà, mi perdo nei suoi colori e non è più nemico ma è tornato ad essere fedele accompagnatore dei miei passi. Quanto sei brava a scrivere Katy, te ne rendi conto o no?
    karin

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    1. anche tu, Karin, anche tu.

      <3

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    2. Grazie Karin, io adoro i tuoi commenti. Sono sempre così spontanei e pieni di te che non potrei più farne a meno.
      Un bacione :*

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  4. Post bellissimo e anche la tua versione delle crepes mi piace molto nella sua semplicità!
    A me le cremes ricordano mio papà che mi racconta sempre che provando a farle con i suoi fratelli non riusciva mai a trovare la consistenza giusta quindi continuavano ad aggiungere farina, poi latte, poi farina.. alla fine fecero pastella per l'intera città! ;)
    Ma poi anche i pomeriggi in montagna con gli amici e quelle preparate per tutta la famiglia di Andrea (senza far sapere alla loro nonna che le mie erano più buone delle sue ;) ).
    Grazie per aver risvegliato bei ricordi!

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    1. E sì, il cibo è come un album fotografico di sensazioni e ricordi... ogni volta che prepari qualcosa ti catapulta indietro.
      Grazie a te per essere passata Fra! :*

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  5. tutto qui è dolcissimo: il tuo racconto, la dedica, la ricetta. <3

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  6. Sai raccontarti con quel garbo e quella delicatezza che tanto amo e cerco... in modo semplice, senza esibizionismo, senza esaltazione... a bassa voce, timidamente, con tante immagini in cui posso ritrovarmi... mi sei sempre piaciuta, Katy, il mio istinto difficilmente sbaglia!
    Il cibo segna tantissimi momenti della nostra vita e consola, fa compagnia, scandisce eventi e incontri, accompagna stagioni di ricordi... cresce con noi, ecco, credo sia questo, anche quando i gusti cambiano, com'è naturale...
    Per le crepes ho un debole, appena pronuncio il nome volo nella mia amata Francia... e torna alla mente il sapore della prima crepe della mia vita: quella con la marmellata di castagne mangiata a Chamonix, a 12 anni, durante la mia prima vacanza da sola... impossibile dimenticarla!
    E' tutto così bello, oggi... un N.B. così poi è una dichiarazione splendida...

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    1. Grazie Fra, anche tu mi piaci tanto e spero prima o poi di conoscerti fisicamente.
      Ti ci vedo ragazzina a Chamonix, già bellissima, fine ed elegante con la tua crepe alla confettura di castagne.
      Un abbraccio

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  7. Che bellissimo e dolcissimo racconto...e che buonissima ricetta :)

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  8. E' vero nel cibo si trovano un sacco di ricordi, memorie che riscaldano il cuore ancor prima dello stomaco! :)
    Voglio provarle queste crepe, il latte di soia è un ottimo sostituto delle uova, la lecitina che contiene fa da emulsionante, proprio come farebbero le uova!
    Bellissima ricetta e racconto!
    Terry

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    1. Ecco arrivata la spiegazione scientifica che mi mancava :D
      Grazie Terry, un bacio :*

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  9. Che dolcezza che sei!!! Queste crêpes devono essere davvero speciali! Un bacione

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    1. Grazie Chiara ;-)
      Sì, proprio speciali queste crepes <3 ;-)

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  10. Di crepes veg ne ho già provate un paio di ricette molto deludenti (penso dipendesse dalla scelta delle farine, non so) adesso mi segno questa...la devo provare anche se non mi verrà bella sottile come la tua in foto!

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